“I mostri di Vitoni”

 

 

 

 

“Se la ragione dorme, il poeta o il pittore produce un mostro, scriveva Orazio.”

Il tema dei “mostri” che abitano nell’intimo dell’uomo e possono emergere alla luce della coscienza come da una caverna sotterranea che abbia un solo pertugio comunicante con l’alto e con l’esterno, è un tema ricorrente nella pittura di Vitoni.
Vitoni cerca di rappresentare, di far uscire alla superficie del visibile la parte peggiore di noi stessi, relegata faticosamente nel recinto riservato alle forze oscure e irrazionali del nostro io con la speranza che un giorno l’uomo sarà capace di affrontare questa titanica impresa di neutralizzare i mostri malvagi, propri o altrui, con un’arma più potente nascosta anch’essa nell’intimo del proprio io. L’umanità ha sempre dovuto attrezzarsi concettualmente per comprendere il significato dei mostri, reali e immaginari. Ma quelli reali, secondo S. Freud, sono di gran lunga meno perturbanti di quelli fantastici, nel senso che la realtà è generalmente meno mostruosa della fantasia. Quando il mostro vero si trasferisce nel regno della fantasia, oppure quando tentiamo di descrivere, di raccontare, di raffigurare le figure mostruose della nostra realtà psichica a livello letterario, figurativo, teatrale o cinematografico, il mostro diventa ancora più mostruoso.

 

 

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